Primi riti del dolce sonno

Misia ha talento, un talento feroce. Un talento che si annusa, che si sente subito.
Primi riti del dolce sonno, il suo romanzo d’esordio, è una fiaba insieme delicata e spietata, che sa essere leggera come una piuma e pesante come piombo.
Dieci giorni, in una villa abbandonata. Due ragazzi e una ragazza. Soli. Soli con qualche provvista, con una scorta di pillole e cinque cd dei Placebo. Dieci giorni, non uno di meno, non uno di più. Dieci giorni per mettere in pratica tutto quello che è stabilisce il Programma. Dieci giorni per scacciare gli incubi. Dieci giorni per ritrovare il Dolce Sonno. Per sempre.
La scrittura di Misia Donati è incantevole. Apparentemente pura, cristallina, cela bagliori d’inquietudine. Con una semplicità disarmante, scava a fondo, nel profondo, fino a scarnificare, a raggiungere l’osso, lasciando sulla pelle graffi e ferite.

Misia Donati, Primi riti del dolce sonno, Zandegù, 2006

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